Copyright © 2018 www.rousseauopenacademy.com - Info: openday@associazionerousseau.it

I contenuti di questo sito sono rilasciati sotto licenza Creative Commons | Privacy Policy

  • Instagram Associazione Rousseau
  • YouTube Associazione Rousseau
  • Facebook Associazione Rousseau
  • Twitter Associazione Rousseau
Rousseau Open Academy

Seguici sui

Social

Disegnare la propria città con l'urbanistica partecipata

Le trasformazioni degli spazi urbani non riguardano solo i luoghi fisici, ma coinvolgono anche la dimensione sociale, collettiva, umana legata strettamente ai valori e ai diritti della cittadinanza.

Quante volte, camminando per le strade della tua città, ti sei imbattuto in un parco pubblico, in un’area dismessa, in un parcheggio, ed hai pensato che la progettazione e la realizzazione di quelle opere sarebbe stata migliore se ti avessero interpellato?

 

Oggi i cambiamenti che avvengono nei luoghi in cui trascorriamo la maggior parte della nostra vita, restano una competenza quasi esclusiva degli amministratori pubblici e degli uffici tecnici.E così noi cittadini rimaniamo relegati a semplici spettatori, cui al massimo è consentito applaudire o criticare l’opera quando sarà conclusa.

Esiste però una dimensione più sociale delle trasformazioni delle città.

 

Un processo attraverso il quale puoi entrare nel processo di pianificazione. Parlo dell’urbanistica partecipata, cioè della creazione di una rete costituita da cittadini, politici, tecnici e dai diversi portatori d’interesse che vengono chiamati ad operare in un contesto di confronto, dibattito, ascolto, mutuo apprendimento per progettare e ridisegnare insieme la città. La pianificazione e i progetti di trasformazione diventano processi di “costruzione sociale” in cui chi vive, abita, lavora in città può scegliere e decidere come trasformare i propri spazi.

Questo succede normalmente in città come Copenaghen – in Danimarca – dove la partecipazione ha consentito di integrare un quartiere per gli homeless nella comunità dei cittadini residenti, rafforzando il senso di integrazione e di inclusione nella comunità dei più deboli. Ma succede a anche Dresda – in Germania – dove la popolazione ha progettato uno spazio pubblico in cui sentirsi a proprio agio, in cui poter sviluppare un proprio senso di appartenenza, diventando co-designer del proprio spazio pubblico. Città e territorio sono l’abito di una comunità nella quale i cittadini rappresentano l’ago ed il filo che, insieme, ne uniscono le parti e danno loro forma. Una città per i cittadini. Con i corsi della Rousseau Open Academy parleremo di questo e di molto altro. 

Partecipare alle scelte collettive con i referendum cittadini

Siamo all'alba di una democrazia diretta digitale, definita da alcuni "Iperdemocrazia". Nel tempo le decisioni importanti per la vita degli Stati e delle comunità sono state delegate ad ambiti sempre più lontani dai cittadini, dalle assemblee rappresentative fino a centri di potere ancor più ristretti ed elitari. E noi siamo stati relegati a subire decisioni prese da altri. Esiste però uno strumento, che ti consente di tornare a dire la tua, ad esprimerti, ad incidere profondamente sulla vita della tua comunità: il referendum.

Con i referendum popolari sono i cittadini a decidere.

 

Immagina un mondo dove chiunque possa votare online sulle questioni più importanti che riguardano la vita e il futuro del pianeta, ma anche le scelte che incidono sui territori e sulla comunità in cui essi vivono. La storia del nostro paese inizia con un referendum. Era il 2 giugno del 1946 e i cittadini italiani furono chiamati a scegliere fra monarchia e repubblica. In Svizzera, dove da metà del 1800 si sono tenuti più di 300 referendum, si stanno sperimentando, in particolare a livello cantonale, nuove forme di voto elettronico e digitale. Ma sono tanti gli esempi nel mondo di referendum e di voto espressi grazie alla rete.

In Estonia i cittadini hanno l’opportunità di votare tramite Internet.

 

Avviene dal 2005, ed oggi la piattaforma di voto online è cresciuta conquistando la fiducia dei cittadini, tanto che nel 2014 oltre il 30% degli elettori ha scelto di utilizzare il voto online a scapito del metodo tradizionale. Lo sviluppo della libertà, della responsabilità, della dignità, del progresso e del rispetto dell'altro, passano dalla partecipazione di tutti. Il referendum popolare è l'ingrediente principale per la realizzazione di una democrazia diretta digitale.

Di questo e di molto altro parleremo con i corsi della Rousseau Open Academy.  

Angelo

Sturni

Avvocato e Consigliere Capitolino a Roma con il MoVimento 5 Stelle. Master II° Livello in Diritto dell'informatica e Teoria e Tecnica della Normazione con tesi in "La formazione della legge in crowdsourcing". Primo firmatario della delibera capitolina con la quale sono stati introdotti nuovi strumenti di partecipazione e consultazione popolare: e-petition, referendum propositivo, e-voting per i referendum locali, bilancio partecipativo anche digitale, consultazioni online.