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Disegnare la propria città con l'urbanistica partecipata

Le trasformazioni degli spazi urbani non riguardano solo i luoghi fisici, ma coinvolgono anche la dimensione sociale, collettiva, umana legata strettamente ai valori e ai diritti della cittadinanza.

Quante volte, camminando per le strade della tua città, ti sei imbattuto in un parco pubblico, in un’area dismessa, in un parcheggio, ed hai pensato che la progettazione e la realizzazione di quelle opere sarebbe stata migliore se ti avessero interpellato?

 

Oggi i cambiamenti che avvengono nei luoghi in cui trascorriamo la maggior parte della nostra vita, restano una competenza quasi esclusiva degli amministratori pubblici e degli uffici tecnici. E così noi cittadini rimaniamo relegati a semplici spettatori, cui al massimo è consentito applaudire o criticare l’opera quando sarà conclusa.

Esiste però una dimensione più sociale delle trasformazioni delle città.

 

Un processo attraverso il quale puoi entrare nel processo di pianificazione. Parlo dell’urbanistica partecipata, cioè della creazione di una rete costituita da cittadini, politici, tecnici e dai diversi portatori d’interesse che vengono chiamati ad operare in un contesto di confronto, dibattito, ascolto, mutuo apprendimento per progettare e ridisegnare insieme la città. La pianificazione e i progetti di trasformazione diventano processi di “costruzione sociale” in cui chi vive, abita, lavora in città può scegliere e decidere come trasformare i propri spazi.

Questo succede normalmente in città come Copenaghen – in Danimarca – dove la partecipazione ha consentito di integrare un quartiere per gli homeless nella comunità dei cittadini residenti, rafforzando il senso di integrazione e di inclusione nella comunità dei più deboli. Ma succede a anche Dresda – in Germania – dove la popolazione ha progettato uno spazio pubblico in cui sentirsi a proprio agio, in cui poter sviluppare un proprio senso di appartenenza, diventando co-designer del proprio spazio pubblico. Città e territorio sono l’abito di una comunità nella quale i cittadini rappresentano l’ago ed il filo che, insieme, ne uniscono le parti e danno loro forma. Una città per i cittadini. Con i corsi della Rousseau Open Academy parleremo di questo e di molto altro. 

Erika

Alessandrini

 Ingegnere edile-architetto, vive e lavora a Pescara, dove si occupa di pianificazione, riqualificazione urbana e urbanistica sociale. Si è laureata con lode all'università politecnica delle Marche e da allora, studia ed approfondisce i temi legati alla partecipazione e alla sostenibilità del territorio.

È vice capogruppo del MoVimento 5 Stelle al Consiglio comunale della propria città ed è membro delle commissioni urbanistica, mobilità e lavori pubblici.