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Diritti e doveri della cittadinanza digitale

Che cos’è la cittadinanza digitale? Per spiegarlo voglio farvi un esempio.

Pensate a quando eravamo piccoli, mettevamo uno zaino e un maglione per fare le porte e tanto bastava per giocare a calcio. Ci divertivamo, non avevamo le righe per terra, non c’era il fuori, non c’era un’area di rigore, ma soprattutto, la cosa incredibile, non c’erano né pali né traverse.

Così uno tirava un po’ più in basso, un po’ più in alto, e a secondo della forza di chi calciava era goal.

Come glielo dicevi a quello più grosso di te che non era goal, che era sopra la traversa! Lui ti diceva: “No, no te l’ho messa proprio nel sette”. Ma non c’era il sette! C’erano solo un maglione e uno zaino. Ma era inutile spiegarlo, perché tanto aveva ragione il più forte. 

Crescendo, pur giocando sempre a calcio, abbiamo avvertito il bisogno di avere delle regole, di un’area di rigore, delle porte, della rete. Non era più la legge del più forte a decidere se era goal oppure no.

Quello che sta accadendo adesso nella cittadinanza digitale è un po’ la stessa cosa: i più forti vincono. Noi siamo già dentro la cittadinanza digitale, il problema è che abbiamo bisogno di qualche regola. Ne abbiamo bisogno, noi che siamo quelli un po’ gracilini, un po’ più deboli. Ed è necessario che quelli più forti abbiano qualche dovere.

Mi piacerebbe che come cittadino digitale io abbia dei diritti e l’altro abbia dei doveri. Perché altrimenti se deve valere la legge del più forte, i più grossi player del settore decidono sulla nostra testa e noi non contiamo nulla. Noi siamo come il bambino che doveva subire il goal anche quando la palla era andata ben oltre la traversa immaginaria. Questo è ciò su cui abbiamo cominciato a ragionare.

Questo è il motivo per cui abbiamo avvertito il bisogno di approfondire il tema della cittadinanza digitale. L’abbiamo fatto con l’aiuto di diverse professionalità: dall’informatico al medico. Un esempio, provate a pensare al trattamento dei dati sensibili in materia sanitaria: ecco perché dico che c’è bisogno di regole.

C’è bisogno di andare in un campo di gioco dove anche il più piccolo può stare tranquillo perché c’è un arbitro che fischia rigore quando il rigore c’è. Questa è la cittadinanza digitale.

Gianluigi Paragone

Nato Varese. Ex vicedirettore di Rai 2.

Ex conduttore delle trasmissioni: L'ultima parola su Rai 2, Benvenuti nella giungla con Mara Maionchi su Radio 105, La Gabbia, In Onda e La Gabbia Open su La7. GangBank è il suo primo libro, Noi No il secondo. 
ILa sua più grande passione Il giornalismo. Ha raccontato storie, denunciato ingiustizie.