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Her Majesty (2023)

2h 15min   |   Language   |  Producer  Director

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Disegnare la propria città con l'urbanistica partecipata

Le trasformazioni degli spazi urbani non riguardano solo i luoghi fisici, ma coinvolgono anche la dimensione sociale, collettiva, umana legata strettamente ai valori e ai diritti della cittadinanza.

Quante volte, camminando per le strade della tua città, ti sei imbattuto in un parco pubblico, in un’area dismessa, in un parcheggio, ed hai pensato che la progettazione e la realizzazione di quelle opere sarebbe stata migliore se ti avessero interpellato?

 

Oggi i cambiamenti che avvengono nei luoghi in cui trascorriamo la maggior parte della nostra vita, restano una competenza quasi esclusiva degli amministratori pubblici e degli uffici tecnici.E così noi cittadini rimaniamo relegati a semplici spettatori, cui al massimo è consentito applaudire o criticare l’opera quando sarà conclusa.

Esiste però una dimensione più sociale delle trasformazioni delle città.

 

Un processo attraverso il quale puoi entrare nel processo di pianificazione. Parlo dell’urbanistica partecipata, cioè della creazione di una rete costituita da cittadini, politici, tecnici e dai diversi portatori d’interesse che vengono chiamati ad operare in un contesto di confronto, dibattito, ascolto, mutuo apprendimento per progettare e ridisegnare insieme la città. La pianificazione e i progetti di trasformazione diventano processi di “costruzione sociale” in cui chi vive, abita, lavora in città può scegliere e decidere come trasformare i propri spazi.

Questo succede normalmente in città come Copenaghen – in Danimarca – dove la partecipazione ha consentito di integrare un quartiere per gli homeless nella comunità dei cittadini residenti, rafforzando il senso di integrazione e di inclusione nella comunità dei più deboli. Ma succede a anche Dresda – in Germania – dove la popolazione ha progettato uno spazio pubblico in cui sentirsi a proprio agio, in cui poter sviluppare un proprio senso di appartenenza, diventando co-designer del proprio spazio pubblico. Città e territorio sono l’abito di una comunità nella quale i cittadini rappresentano l’ago ed il filo che, insieme, ne uniscono le parti e danno loro forma. Una città per i cittadini. Con i corsi della Rousseau Open Academy parleremo di questo e di molto altro. 

Definire la destinazione delle risorse del comune con il bilancio partecipativo

Ogni giorno tutti noi paghiamo le tasse, al nostro comune, alla nostra regione, al nostro Stato. Ti sei mai chiesto come questi soldi possano essere spesi per migliorare la qualità delle nostre vite?

Quando pensi di non avere diritto di scegliere, di intervenire sulle decisioni che incidono sul tuo territorio, stai concedendo una costante delega in bianco a chi ci amministra.

Pensa come cambierebbe il rapporto tra noi cittadini e le istituzioni se potessimo prendere parte al processo decisionale per allocare i capitoli di Bilancio. Cosa decideresti se ti chiedessero qual è la priorità tra la messa in sicurezza di una scuola del tuo quartiere o l’illuminazione pubblica di una strada pericolosa? Sarebbe bello poter decidere vero? Tutto questo è possibile.

Si può fare con il bilancio partecipativo. Uno strumento che avvicina le persone alla politica, aumenta la trasparenza e riduce la corruzione.

 

Il bilancio partecipativo rappresenta infatti uno strumento di ascolto, relazione e comunicazione, perché permette ai cittadini di esprimere le loro necessità ed esporre le problematiche locali.

Ma anche di valutare le spese previste nel bilancio e l’operato dell’ente, di indirizzare le scelte sugli interventi pubblici da realizzare o i servizi da implementare o migliorare. Il primo bilancio partecipato nel mondo è stato fatto nel 1989 a Porto Alegre in Brasile e ad oggi in Germania è usato da oltre 200 Comuni.

 

In Nuova Zelanda lo usano anche per decidere le priorità dei loro bisogni.

Sono esempi pratici di democrazia partecipativa e diretta, in cui il bilancio partecipativo è uno strumento indispensabile, dato che la fattibilità degli interventi sul territorio sono determinati dalla copertura finanziaria e dalla possibilità di effettuare investimenti economici.

 

Con la Rousseau Open Academy affronteremo insieme i principali temi legati al Bilancio partecipativo.

Laura

Castelli

Laurea in economia aziendale, Corso alta formazione in Economia e Management in Sanità de  La Sapienza, Corso di Perfezionamento Drafting Legislativo LUISS. È stata Capogruppo commissione Bilancio e vicepresidente della comm. periferie e degrado. La sua esperienza professionale è iniziata nel settore dei bilanci privati e proseguita in quello dei bilanci pubblici. Si occupa dell’impatto economico delle politiche sociali e di bilancio dello Stato e degli enti locali.