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Disegnare la propria città con l'urbanistica partecipata

Le trasformazioni degli spazi urbani non riguardano solo i luoghi fisici, ma coinvolgono anche la dimensione sociale, collettiva, umana legata strettamente ai valori e ai diritti della cittadinanza.

Quante volte, camminando per le strade della tua città, ti sei imbattuto in un parco pubblico, in un’area dismessa, in un parcheggio, ed hai pensato che la progettazione e la realizzazione di quelle opere sarebbe stata migliore se ti avessero interpellato?

 

L’amministrazione delle

città intelligenti

Nell’era digitale, con una vera e propria cittadinanza digitale, la partecipazione dei cittadini all’attività dei poteri pubblici aumenterà notevolmente. Questo già lo si vede con Rousseau: pensate alla partecipazione al processo legislativo. I cittadini possono proporre leggi e migliorarle con le proprie competenze. Cosa succederà nel caso dell’amministrazione della città?

Anche qui ci saranno grandissimi cambiamenti. Pensate al modello di oggi, un modello che ormai va avanti da tantissimo tempo: c’è il cittadino che delega un piccolo gruppo di persone (consiglieri comunali, sindaco, assessori e tecnici) a gestire la città. 

Ma in futuro? In futuro il cittadino sarà sempre più connesso e avrà sempre più accesso alla conoscenza, sempre più consapevolezza e di conseguenza sempre più partecipazione alla gestione della propria città.

Pensate alla creazione del bilancio. Con l’accesso alla rete, la partecipazione alla stesura del bilancio cittadino può essere molto più fluida per i cittadini, che avranno accesso alle informazioni, all’allocazione di denaro ma anche al procedimento urbanistico.

 

Il cittadino potrà dire la sua in maniera competente partecipando a forum online e dare quelli che oggi sono dei pareri consultivi in maniera molto più ampia e competente. Magari anche con modifiche legislative vincolanti.

Facciamo un passo ancora avanti grazie alla sensoristica nelle Smart Cities, le città intelligenti, connesse e piene di sensori. In questa realtà, ogni cittadino potrà partecipare al processo di gestione della città e potrà dire la sua. Per esempio in caso di intervento urbanistico, potrà dire: “Attenzione, se farete quel processo urbanistico l’aria peggiorerà, la qualità delle piante peggiorerà perché sposterete il traffico in un polo che oggi invece è privo di capacità attrattiva”.

 

Quindi non soltanto i cittadini potranno dire la loro, ma anche tutti gli elementi che insieme ai cittadini vivono la città nell’interesse dell’ambiente potranno esprimere la loro volontà. Questa sarà probabilmente una delle applicazioni della cittadinanza digitale che permetterà alle persone di partecipare sempre più attivamente al processo politico di gestione degli spazi della propria città, dei bilanci, dell’urbanistica e anche alla realizzazione dei servizi. Tutto questo grazie all’accesso alla conoscenza e una cittadinanza digitale sempre più interconnessa.

Marco

Piazza

Nato a Bologna, è eletto consigliere comunale di Bologna nel maggio 2011 con il MoVimento 5 Stelle e ne presiede la commissione consiliare con le deleghe di Bilancio, aziende partecipate e patrimonio. Nel 2016 si ricandida al Consiglio Comunale e viene rieletto, diventandone il Vice Presidente. Dal 2015 è referente della funzione Sharing di Rousseau.