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Disegnare la propria città con l'urbanistica partecipata

Le trasformazioni degli spazi urbani non riguardano solo i luoghi fisici, ma coinvolgono anche la dimensione sociale, collettiva, umana legata strettamente ai valori e ai diritti della cittadinanza.

Quante volte, camminando per le strade della tua città, ti sei imbattuto in un parco pubblico, in un’area dismessa, in un parcheggio, ed hai pensato che la progettazione e la realizzazione di quelle opere sarebbe stata migliore se ti avessero interpellato?

 

Diritto ad avere una relazione online con lo Stato

Mi chiamo Nicolò Romani sono un fisico e lavoro in Sia dove sono responsabile dell’innovazione. Sia è una società italiana, uno dei grandi player europei nell’ambito dei sistemi di pagamento. Per Sia mi occupo di grandi trasformazioni in particolare della trasformazione digitale che sta avvenendo in questo mondo.

C’è una correlazione fortissima tra la cittadinanza digitale e i diritti. Ho appreso questo lavorando a Rio de Janeiro, dove mi hanno presentato uno studio fatto sulle favelas che correlava l’uscita dalle favelas a tre fattori determinanti:

1) La presenza nella famiglia di almeno un elemento che lavori 
2) La presenza di almeno un elemento della famiglia che studi 
3) L’accesso a internet

Da questo studio ho capito che la vita digitale è uno dei tre elementi fondamentali per una cittadinanza piena. Elemento di pari valore al lavoro e allo studio per riuscire a cogliere le opportunità del mondo.

All’interno dei diritti di cittadinanza digitale mi piace evidenziarne uno: la possibilità di avere una relazione online con lo stato.
La relazione online con lo stato ha a che vedere con l’esercizio dei diritti personali. Nello specifico “Io” vorrei, nell’ambito della cittadinanza digitale, avere un’esistenza riconosciuta che è indipendente dal mio domicilio fisico e far in modo che lo Stato mi comunichi i servizi di cui ho diritto, le scadenze che devo rispettare e tutti gli altri servizi a cui devo accedere senza muovermi da casa.

Questo diritto oggi non è pienamente disponibile per una serie di motivi. Innanzitutto richiede una trasformazione importante dello stato. Ci sono degli impedimenti – se vogliamo tecnici – che andrebbero superati con la tecnologia, ma anche con la normativa. E ci sono degli impedimenti, più profondi, che riguardano la cultura dello stato. Un pieno esercizio di questo diritto, cioè un dialogo completamente digitale tra lo stato e il cittadino porterebbe grandissimi vantaggi sia per il cittadino sia per lo stato. Pensiamo che mediamente un cittadino italiano perde circa 15 ore solo per pagare i tributi che sono stati richiesti. Considerando anche tutti i costi aggiuntivi, il vantaggio per il cittadino è rilevante, ma lo è anche per lo stato. Vi do solo un elemento: è stato calcolato che lo Stato utilizza – Io direi spreca – quasi un miliardo e mezzo di euro l’anno per inseguire le persone che non pagano i tributi o non li pagano correttamente. È chiaro che se ci fosse un’app con una residenza digitale o domicilio digitale dove arriva la richiesta dei tributi e sulla stessa app è possibile pagarli, il risparmio per lo stato sarebbe notevole. Non solo, ma in un dialogo online con la pubblica amministrazione l’efficientamento della pubblica amministrazione sarebbe notevole.

Ci sono paesi che fanno qualcosa per cercare di fornire al cittadino questo diritto, almeno in parte. In Francia per i servizi fiscali, in Inghilterra soprattutto con la cartella clinica. Ma l’esempio più evoluto è a Dubai con “Dubai Now”, dove una serie di servizi della pubblica amministrazione sono fruibili dal cittadino.

L’Italia comunque sta facendo alcune cose, in particolare col progetto: “Io”. Ma c’è ancora veramente tanto da fare, soprattutto a livello politico ci sarebbe da dare un’accelerata al processo di trasformazione.

Gli ingredienti della trasformazione sono sostanzialmente 5.

1) Devo avere la possibilità di essere raggiunto, cioè devo esistere e quindi ci vuole una chiave d’accesso, un’identità digitale. 
2) Devo avere un domicilio digitale completamente scollegato dal domicilio fisico, per cui devo poter essere raggiungibile dovunque, anche nel corso della mia vita. 
3) Devo poter ricevere e chiedere documentazione dallo Stato. 
4) Devo poter ricevere e pagare.
5) Ultimo punto, ma molto importante è la possibilità di rendere a validità pubblica la documentazione senza bisogno di ricorrere sempre al notaio. Questi semplici 5 ingredienti messi insieme all’interno di un sito, di un’app dello stato, permetterebbero una relazione veramente completa.

Niccolò

Romani

Laureato in Fisica presso l’Università degli Studi di Milano dal gennaio 2015 entra in SIA come Responsabile dell’Innovation Lab, la struttura organizzativa che ha il compito di sviluppare nuove linee di servizio in ambito digital payments, contactless e servizi a valore aggiunto, all’interno delle Divisioni Financial Institutions, Corporate e Public Sector. A gennaio 2017 viene nominato Head of Innovation con la responsabilità di supportare la trasformazione dell’offerta di SIA nell’ambito dei sistemi di pagamento. Nell’ambito delle società del Gruppo, è inoltre Presidente della controllata Ubiq. Nicolò Romani è anche membro del Consiglio Direttivo di AssoFintech da dicembre 2017.