Disegnare la propria città con l'urbanistica partecipata

Le trasformazioni degli spazi urbani non riguardano solo i luoghi fisici, ma coinvolgono anche la dimensione sociale, collettiva, umana legata strettamente ai valori e ai diritti della cittadinanza.

Quante volte, camminando per le strade della tua città, ti sei imbattuto in un parco pubblico, in un’area dismessa, in un parcheggio, ed hai pensato che la progettazione e la realizzazione di quelle opere sarebbe stata migliore se ti avessero interpellato?

 

I diritti strumentali alla cittadinanza digitale

Sono Riccardo Genghini mi occupo di firma e identità digitale da vent’anni, presiedo la commissione ETSI(European Telecommunications Standards Institute) che redige gli standard sui servizi fiduciari digitali del regolamento eIDAS (electronic IDentification Authentication and Signature) e ho partecipato a varie consulenze per la Commissione Europea in materia di identità e di sicurezza digitale.

Quello che comincia già ad avere una maggiore e immediata fruibilità e concretezza sono alcuni diritti di cittadinanza o alcuni diritti da considerarsi strumentali alla possibilità di una cittadinanza digitale.

Il primo diritto che è stato individuato è quello relativo all’accesso al digitale che deve essere trasparente e uguale per tutti quindi diritto di accesso alla net-neutrality.


Un secondo diritto fondante è quello al sé digitale deve essere visto alla stessa stregua di come noi oggi consideriamo una società a responsabilità limitata cioè un soggetto giuridico a tutti gli effetti per il diritto, ma qualcosa di diverso da me.

Tutti sappiamo che società e soci sono persone giuridiche diverse. Ecco l’identità digitale è proprio una costruzione giuridica di questo tipo. Deve diventare un soggetto di diritto che viene capito e gestito per quello che è, senza essere confuso con la persona o le persone fisiche che ci sono dietro.

Un altro aspetto, che tra l’altro è stato già riconosciuto dalla Corte Suprema nel caso Riley vs. California, è che lo smartdevice, telefonino o tablet devono essere considerati parte della nostra persona fisica. Quindi il tema che emerge da questa importante decisione della Corte Suprema del 2016 è che la definizione del confine della nostra persona fisica in un mondo così tecnologico, come quello in cui viviamo, si è già espanso e quindi va delimitato affinché i nostri diritti possano essere esercitati con la necessaria libertà.

Un corollario di questo diritto di proprietà sui dati digitali è quello che si potrebbe chiamare in modo un po’ provocatorio il reddito da profilazione.

Cioè ottenere un beneficio economico per i dati che produco sulla rete e che vengono utilizzati da altri. In questo modo si crea una nuova economia, delle nuove professioni, delle nuove opportunità di lavoro, ma soprattutto non ci sarà più l’accesso indiscriminato e clandestino alle informazioni personali come invece oggi accade.

Riccardo Genghini

Notaio nel distretto di Milano.

In precedenza è stato Professore incaricato di Diritto Commerciale Comparato della Facoltà di Lettere e Scienze Linguistiche dell’Università Cattolica di Milano, direttore del corso di diritto commerciale della Scuola del Notariato della Lombardia e docente di diritto commerciale della Scuola del Notariato della Lombardia. Presiede la commissione ETSI (European Telecommunications Standards Institute)

 

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